Psicoterapia e dintorni
Appunti e riflessioni in divenire
Il monte Bondone dal Lungofersina
Una mattina di inizio primavera
mi sono fermato
volgendomi al fiume;
ho poggiato le mani e il mio peso
sulla ringhiera di ferro.
Il metallo era freddo, come il vento sferzante.
Con meraviglia ho ceduto volentieri a quel rigore
che penetrava lentamente le mie ossa
dalle mani e dal viso.

Sentiamo dire che Tizio non è “se stesso”, o esortare Caio a “essere se stesso”. Sentiamo gli psicologi junghiani parlare della “ricerca di sé” o del “diventare se stessi”, oppure Kierkegaard parlare del potere, o non potere, essere se stessi o altro che se stessi. Inoltre può capitare di sentirsi o non sentirsi se stessi. Di sentirsi falsi o degli impostori.

Qualche giorno fa ho comprato un libro che mi aveva colpito perché tratta di una tematica su cui io stesso ho riflettuto e scritto. Il tema è quello della presenza di forze contrastanti dentro di noi che giocano (anche) in campo amoroso.
Poco tempo fa ho letto questo splendido brano di Viktor Emil Frankl, lo psicologo e neuropsichiatra viennese che invitò gli psicologi a non occuparsi solo del "profondo" ma a considerare anche la caratteristica aspirazione umana all'alto e la necessità di dare un senso alla propria vita coltivando la spiritualità:

Sto leggendo Sulla vita di Lev Tolstoj. Ora questo libro risponde a forti interessi personali e professionali poiché, in aperta polemica con la scienza dell’epoca (1886-1887), l’autore espone una teoria su chi, o che cosa, sia in definitiva ciascuno di noi e che fine farà con la disgregazione fisica del suo corpo.
Cosa provano le persone introverse, quali sono le loro difficoltà, cosa possono fare per vivere meglio? Sia la persone introverse sia i loro amici e familiari dovrebbero conoscere questo tratto umano per saperne valorizzare i risvolti positivi e per imparare ad accettare e a gestire i lati che possono essere un ostacolo per la realizzazione personale e la serenità della convivenza comune.